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Tiziana
Cappellini, 6 Ottobre 2008: Crudo |
01
Distibution, 3 Ottobre 2008
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Miracolo
a Sant'Anna
di Spike Lee
Nel
1944, in piena Resistenza partigiana, la 92a Divisione americana composta
solamente da soldati di colore chiamati 'Buffalo Soldier' viene decimata
in uno scontro sul fiume Serchio con i nazisti. Solamente quattro sopravvissuti
riusciranno a riparare presso un piccolo borgo delle montagne toscane,
in cui prima salvano un bambino e poi trovano rifugio nell'attesa di
ricevere altri ordini dai superiori...
"Miracolo
a Sant'Anna" è un film che, già nella parte iniziale,
si propone di essere di forte impatto visivo e di far ruotare diverse
tematiche attorno alla principale - la condizione della popolazione
di colore negli Stati Uniti - la quale a sua volta si intreccia con
un'altra, ovvero la Resistenza partigiana in Italia. Fare
dei soldati della 92a Divisione americana 'Buffalo Soldier' i protagonisti
di questo film significa raccontare di una formazione militare realmente
esistita, che ha realmente combattuto per la liberazione italiana durante
la Seconda Guerra Mondiale, ma che forse non è sufficientemente
nota. E narrare la vicenda di questi soldati è un modo per parlare
piuttosto apertamente della subordinata condizione nella quale la popolazione
di colore si trova a vivere nel suo stesso Paese.
Raccontare
del massacro di Sant'Anna di Stazzema ad opera delle SS naziste significa
rendere giustizia ad un altro fatto non sufficientemente noto alla storia
e alla memoria, tanto da essere venuto alla luce solamente meno di quindici
anni fa. Mescolare però la realtà a parti che non affondano
nella Storia bensì nella fantasia dell'autore James McBride (che
oltre ad aver scritto la sceneggiatura ha in precedenza scritto il romanzo
omonimo dal quale è stato tratto il film stesso), significa stravolgere
le vere cause - accertate storicamente - che hanno determinato un simile
massacro e, in questo azzardato spostamento di senso seppur preso con
licenza poetica, significa anche innescare le polemiche del caso.
Raccontare
una pagina della Seconda Guerra mondiale ambientandola in Italia è
un modo per ricordare la Resistenza partigiana così come l'inaudita
ferocia dei nazisti, ma senza quello scontato manicheismo che colloca
solamente i Partigiani fra i buoni e solamente i nazisti fra i cattivi.
Se
il film è invece di natura bellica, non di altrettanta natura
sono le altre tematiche che vengono narrate: la crudeltà della
guerra che, nella sua totale insensatezza, arruola anche i ragazzi meno
idonei a sostenerla psicologicamente; i mutevoli rapporti fra i commilitoni;
i rapporti travagliati coi superiori; i rapporti umani con i civili
locali; i rapporti burrascosi fra i partigiani; il sovrannaturale e
la Fede; l'intolleranza razziale prettamente americana ma non italiana.
In realtà, questi temi sarebbero già stati sufficienti
non solo per la loro sovrabbondanza ma anche perché ognuno è
portatore di una notevole ideologia; invece, ne sono stati aggiunti
altri: gli altalenanti rapporti fra uomo e donna; i tentativi di confronto
- attraverso la dialettica fra i personaggi - tra il fascismo e la lotta
partigiana; alcuni brevi accenni di dissertazione filosofica sull'esistenza
o meno di Dio col relativo confronto tra credente e non credente; le
leggende locali che fanno misteriosamente da raccordo tra il presente
dell'inizio del film e il passato della Seconda Guerra Mondiale, che
viene evocato attraverso la figura dell'ex-Caporale Hector Negron.
Il
film inizia con un inatteso colpo di scena che vede protagonista questo
ex-soldato della 92° Divisione, ormai prossimo alla pensione, per
poi tornare indietro di quarant'anni attraverso i suoi ricordi, per
mezzo dei quali, come in un puzzle, lo spettatore vedrà
ricomporsi lentamente - data anche la considerevole lunghezza del film
- sia il ruolo di questo ex-soldato, sia il senso del colpo di scena
e, soprattutto, il senso del miracolo avvenuto a Sant'Anna a sua volta
collegato ad altre rivelazioni.
Se
da un lato sono le numerose tematiche a farsi portatrici di svariate
ideologie, dall'altro sono i personaggi a farsi portatori delle ideologie
dei singoli popoli: i soldati di colore incarnano tutta la popolazione
nera e le umiliazioni che questa subisce da parte di alcuni statununitensi
- significativo è il flashback ambientato in un bar -
ponendo più volte l'accento sull'ingratitudine nei confronti
di chi, pur non venendone ritenuto parte, paradossalmente è chiamato
a sacrificare la propria vita per quella che invece è la Patria
comune. A ciò si aggiunga che gli Stati Uniti sono posti nel
film sotto una cattiva luce perfino nei vertici militari. Gli italiani
incarnano invece il popolo tollerante, quello che fa sentire come a
casa i soldati di colore che, nella loro stessa Patria, si sentono invece
stranieri. E
nell'apparente inappropriatezza di alcuni personaggi si scopre invece
l'impossibilità - già manifestata durante lo svolgimento
dei fatti - che l'umanità ha di essere manichea. Il tedesco disertore
e i nazisti scettici di fronte agli ordini che ricevono; il nazista
che, verso il finale del film, compie il colpo di scena di segno opposto
a quello dell'inizio e che ha sempre come protagonista Hector; il partigiano
traditore; il soldato di colore che alla fine si 'americanizza' arrivando
a rivolgere insulti sprezzanti alla sua stessa gente: questi personaggi
stanno a indicare che in ogni popolo, e quindi anche a livello del singolo,
c'è il Bene e il Male, ci sono luci e ci sono ombre. Tuttavia,
per quanto sovrabbondante, tutta questa ideologia non mette in secondo
piano un film molto forte dal punto di vista estetico, in cui è
evidente la volontà di creare un intenso impatto emotivo tra
le immagini e lo spettatore affinché da un lato questi non dimentichi
e, dall'altro, possa rifletterci.
Percorsi tematici
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con Spike Lee - a cura di Alberto Cassani.
La
25a ora
- di Spike Lee;
con Edward Norton, Philip Seymour Hoffman, Barry Pepper, Rosario Dawson.
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When the Leeves Broke: A Requiem In Four Acts
- di Spike Lee.
Titolo:
Miracolo a Sant'Anna (Miracle at Sant'Anna)
Regia:
Spike Lee
Sceneggiatura:
James McBride (collaborazione di Francesco Bruni)
Fotografia:
Matthew Libatique
Interpreti:
Derek Luke, Michael Ealy, Laz Alonso, Omar Benson Miller, Matteo Sciabordi,
Valentina Cervi, Pierfrancesco Favino, Omero Antonutti, Sergio Albelli,
Lydia Biondi, Luigi Lo Cascio, Matteo Romoli, Massimo Sarchielli, Giulia
Weber, Giselda Volodi, Max Malatesta, Joseph Gordon-Levitt
Nazionalità:
USA - Italia, 2008
Durata:
2h. 24'
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