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Tommaso
Tocci, 29 Agosto 2008: Confezionato |
Medusa,
7 Novembre 2008
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The
Burning Plain
Il confine della solitudine
di Guillermo Arriaga
Arriaga
sostiene che il suo modo di narrare, sfasato e intrecciato, non sia
niente di veramente anticonvenzionale, ma anzi una normale soluzione
espressiva umana. Indubbiamente vero, ma proprio per questo perché
usarlo sempre, essendo un espediente già parecchio inflazionato?
Nell'attesa
di scoprirlo, Arriaga esordisce alla regia con una storia di morte,
amore, dolore e coesistenza con il dolore, ovvero le solite tematiche
che lo hanno reso famoso per le collaborazioni con Iñarritu.
Da solo al timone, lo scrittore messicano perde un po' di ruvido estremismo
formale in favore di una messa in scena più rotonda: tra il Messico
e l'Oregon, Arriaga segue quattro fili narrativi (con due diversi direttori
della fotografia) che vanno a intersecarsi in relazioni di causa/effetto.
Tutte, ancora e sempre, irradiate dall'usuale evento scatenante, scena
primaria per travolgenti eruzioni psicologiche.
Di
Arriaga si può dire che sia eccessivamente manipolatorio, a volte
pretenzioso, ma la sua attenzione (il suo affetto) per l'uso icastico
di un correlativo oggettivo è sempre encomiabile e piuttosto
efficace. In "The Burning Plain" forse più che mai,
con l'immagine di una roulotte in fiamme nell'immensità
di un campo. Come era lecito aspettarsi, la scrittura corposa di Arriaga
non fatica a ritrovare se stessa nella regia, che però rimane
diligentemente alle spalle della sceneggiatura senza osare molto (la
plongée sull'aereo che taglia il campo in diagonale è
l'esempio di come Arriaga sia in bilico tra la sottolineatura sentita
e il superfluo estetizzante, così come più avanti un montaggio
pre-finale che fa temere il peggio). Grossa fiducia è riposta
negli attori, prima fra tutti Charlize Theron (e pensare che la Aspesi
ha sentito il bisogno di citarne le occhiaie...) che, specialmente all'inizio,
prima che la storia giochi allo scoperto, è brava a tenersi dentro
quest'incognita sofferta.
Il
cinema di Arriaga era già marchio prima ancora che il buon Guillermo
passasse dietro la macchina da presa, e in quanto tale bisogna fare
i conti con la sua influenza potente, che coltiva il suo pubblico a
una narratività travagliata e celebra l'esasperazione del dissestamento
emotivo. Il risultato sono delle opere che certo coinvolgono, delle
storie riuscite come in fondo può dirsi quella di questo esordio.
Al tempo stesso però, è giusto ragionare su cosa ci sia
dietro questa forza d'impatto: una mano che all'ultimo stadio è
conciliante e si trova spesso a consolare i personaggi, o lo spettatore.
"The Burning Plain" è una creatura rifinita e solida,
ma un'apparenza del genere lascia un retrogusto sospetto che merita
un ripensamento, una volta ripresi da cotanto sovrappiù drammaturgico.
Percorsi tematici
21
Grammi - Il peso dell'anima - di Alejandro Gonzáles Iñarritu;
con Sean Penn, Naomi Watts, Benicio del Toro.
Babel - di Alejandro González Iñárritu;
con Brad Pitt, Cate Blanchett, Gael Garcia Bernal.
Le tre sepolture - di Tommy Lee Jones; con
Tommy Lee Jones, Barry Pepper.
Titolo:
The Burning Plain - Il confine della solitudine (The Burning Plain)
Regia:
Guillermo Arriaga
Sceneggiatura:
Guillero Arriaga
Fotografia:
Robert Elswit, John Toll
Interpreti:
Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, José María
Yazpik, Joaquim de Almeida, Tessa Ia, Diego J. Torres, J.D. Pardo, Danny
Pino, Brett Cullen, Gray Eubank, Toni Marie Lopez, Sean McGrath, Cesar
Miramontes, Marty Papazian, TJ Plunkett, Chris Ranney, Aide Rodriguez
Nazionalità:
USA, 2008
Durata:
1h. 50'
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