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Emanuele
Rauco, 15 Settembre 2008: Benefico |
01
Distribution, 19 Settembre 2008
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Pa-Ra-Da
di Marco Pontecorvo
L'allargamento
delle frontiere e l'ingresso di molti paesi dell'est all'interno dell'unione
europea hanno portato a discutere (anche attraverso il cinema, come
in "Them") di come le condizioni di povertà di molti
di questi nuovi paesi, nonché le difficili condizioni politiche,
possano scontrarsi con l'Euro e con le civiltà del cosiddetto
Primo Mondo. Marco Pontecorvo fa così un salto all'indietro a
quando l'espansione rumena ebbe inizio, dopo la dittatura comunista
e la conseguente invasione delle fogne da parte di poveri e sfollati.
Con grazia e sincerità che non omettono l'orrore riesce nel tentativo
di fare un bel film.
Miloud
è un teatrante parigino che, alla ricerca di ragioni di vita,
raggiunge una missione umanitaria in Romania: l'obiettivo sarà,
attraverso il circo e la clownerie, recuperare i 'boskettari', i bambini
che vivono nelle fognature della città.
Scritto
dallo stesso regista con Roberto Tiraboschi, dalla storia vera di Miloud
e del suo gruppo circense, un dramma duro e sorridente, solidale ed
emblematico, che riprende stilemi del cinema verità e del semi-documentario
per tessere un piccolo, sebbene quasi paradossale, elogio della forma
artistica e della sua importanza psico-sociale.
Ambientato
per intero a Bucarest poco dopo la rivoluzione rumena che portò
alla morte di Ceausescu e del regime comunista, il film racconta l'orrore
vivo e insopportabile dei cascami del Socialismo reale, attraverso i
ritratti partecipi dei ragazzi che sulla loro pelle ne vivono le conseguenze,
costretti a dormire tra le condutture purulente, a elemosinare alla
stazione, a regredire a stati quasi animaleschi (il litigio per i soldi
del 'mantenimento del bambino') alleviati dalla vernice ispirata come
anestesia. Il vero tocco positivo del film di Pontecorvo, dedicato al
padre Gillo, è quello di lavorare sul lato sociologico del fenomeno,
osservando i ragazzi (veri "boskettari" o ex) e i loro comportamenti,
usando il personaggio di Miloud come legame con lo spettatore e col
suo mondo, realizzando una vera discesa (anche visiva) al livello più
basso della civiltà, quello dell'abitudine all'orrore, opponendo
come rimedi - anche contro l'abulia delle istituzioni - indipendenza
e rispetto, ottenuti attraverso l'uso simbolico dell'arte, dai disegni
che contrappuntano le sequenze al circo del finale.
La
sceneggiatura cerca di evitare le trappole del patetismo e quelle ancora
più viscide della convenzionalità narrativa e ci riesce,
nel mix tra realismo e riflessione, nel tono speranzoso ma lontano dalle
illusioni buoniste, che la regia riesce a rendere con grazia, tocco
efficace, ritmo acuto, senza rifugiarsi nelle accattivanti certezze
della commedia.
Esordio
interessante e senza le presunzioni di molti italiani alle prime armi,
un film sicuro e piuttosto appassionante, specie per le domande che
non vuole chiudere definitivamente, si fregia dell'interpretazione avvincente
del sempre più bravo Jalil Lespert e di un gruppo di ragazzi
perfettamente a loro agio nel ricreare i terrori delle loro infanzie.
E per riflettere anche su quelle di migliaia di poveri e clandestini,
costretti a sopravvivere alla nuova ricchezza fintamente diffusa.
Titolo:
Pa-Ra-Da
Regia:
Marco Pontecorvo
Sceneggiatura:
Marco Pontecorvo, Roberto Tiraboschi
Fotografia:
Vincenzo Carpineta
Interpreti:
Jalil Lespert, Evita Ciri, Gabriel Rauta, Patrice Juiff, Bruno Abraham
Kremer, Robert Valeanu, Cristina Nita, Liviu Bituc, Florin Precup, Andreea
Perminov, Iulian Bucur, Georgiana Anghel, Gabriel Huian, Daniele Formica
Nazionalità:
Italia - Francia - Romania, 2008
Durata:
1h. 40'
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