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Tommaso
Tocci, 27 Agosto 2008: Delicato |
Mikado,
12 Agosto 2008
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Machan
di Uberto Pasolini
Ma
chi è, in fondo, che conosce le regole della pallamano? Pochi,
probabilmente, mentre in molti condividono l'ignoranza in materia del
gruppo di protagonisti dello Sri Lanka di "Machan". Il problema
è che questo manipolo di uomini e ragazzi, disperati e truffatori,
sognatori e perdigiorno, è stato invitato a partecipare a un
torneo internazionale di pallamano in qualità di rappresentativa
del loro paese: un'opportunità che i protagonisti colgono al
volo, visti i numerosi e infruttuosi tentativi di ottenere un visto
per l'Europa e fuggire la miseria. In fondo basta far finta di accettare
per darsi alla macchia appena sbarcati in Germania...
Uno
spunto leggero e azzeccatissimo per una storia che tratta le problematiche
dell'emigrazione in modo obliquo. Uno spunto che per di più viene
dritto dalla realtà, visto che nel 2004 un'impresa del genere
(riuscita) salì agli onori delle cronache. Da lì l'ha
ripresa Uberto Pasolini, nipote di Visconti e già produttore
di "The Full Monty", passando alla
regia. Cominciando con pazienza da due soli personaggi (riuscitissima
la sequenza di presentazione all'ambasciata tedesca), il preciso e diligente
Manoj e il suo compare casinista Stanley, il regista si ritrova con
una 'rosa' (è il caso di dirlo) che va ampliandosi man mano che
nuove storie e nuovi motivi per lasciare lo Sri Lanka si aggiungono
allo scalcinato progetto di truffa.
Divertente
con la giusta sporadicità e misurato nei toni agrodolci di una
commedia con premesse molto serie, "Machan" è un film
riuscito per l'equilibrio generale tra le sue componenti. Prima della
vera partenza per la Germania e dell'impatto con il torneo, Manoj e
compagni si dividono tra improbabili sequenze di allenamento, artigianali
falsificazioni e ingenui propositi di vite possibili in giro per l'Europa.
Con toni mai troppo melodrammatici e una comicità fatta di meccanismi
basilari, tra slapstick comedy e siparietti di humour
inglese.
Una
volta stabilite delle fondamenta solide, e senza fare il passo più
lungo della gamba, Pasolini gestisce gli improvvisati membri della sedicente
nazionale di pallamano dello Sri Lanka come il più navigato degli
allenatori si divincola nel turn-over: Giusto spazio per tutti
e individualità valorizzate anche in pochi minuti di campo, consentendo
al film di esplorare diversi scenari delle zone più povere di
Colombo. La sceneggiatura in questi casi si dimostra curata proprio
nei suoi particolari (impagabili le zie di Stanley).
Girato
con pochi mezzi, con attori spesso non professionisti, "Machan"
ha regalato alle prime, incerte giornate di Venezia65 qualche sincero
sorriso, un'infarinatura di pallamano e un occhio non cinico né
troppo melodrammatico su importanti storie di attualità.
Titolo:
Machan
Regia:
Uberto Pasolini
Sceneggiatura:
Ruwanthie De Chickera, Uberto Pasolini
Fotografia:
Stefano Falivene
Interpreti:
Dharmapriya Dias, Gihan De Chickera, Dharshan Dharmaraj, Namal Jayasinghe,
Sujeewa Priyalal, Mohamed Adamaly, Pubudu Chathuranga, Christian Ebert,
Dayadewa Edirisinghe, Malini Fonseka, Theertham Muthiah Ganeshan, Sanjaya
Hettiaratchchi, Lalith Janakantha, Nino Jayakodi, Sarath Karunaratne,
Vajira Kodituwakku, Ravi Kumar
Nazionalità:
Italia - Sri Lanka - Germania, 2008
Durata:
1h. 49'
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