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Tiziana
Cappellini, 1 Settembre 2008: Spiritoso |
Fandango,
5 Settembre 2008
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Pranzo
di Ferragosto
di Gianni Di Gregorio
Alla
vigilia di Ferragosto, in una Roma ormai semideserta Gianni accudisce
come sempre l'anziana madre restando in città, ma non immagina
che per quanto Roma si sia svuotata dei suoi abitanti, proprio a lui
toccherà ospitare qualcuna delle poche persone rimaste...
"Pranzo
di Ferragosto" è un film piacevolmente atipico nella tematica
che propone, pur non narrando una vicenda vera e propria quanto un piccolo
spaccato di vita quotidiana che avviene a cavallo della giornata di
Ferragosto. In questo periodo culminante delle vacanze sono ormai partiti
tutti salvo qualcuno: c'è chi come Gianni non può permettersele
per motivi economici e per via dell'anziana madre, e chi perché
ha il solo problema di dover trovare una sistemazione per quest'ultima.
Si tratta in effetti di una questione attuale e incresciosa che riguarda
molti: l'anziana madre che non si può lasciare a casa da sola
ma, come il film sottintende, l'alternativa di portarla invece con sé
non è proprio contemplata.
Ciò
che induce ad apprezzare questo film è la scelta della chiave
ironica insieme al tono da commedia spiritoso, e per nulla irriverente,
del quale si è deciso di avvalersi per sdrammatizzare una questione
che nella realtà è invece triste. Allo stretto rapporto
tra Gianni e la madre, che all'inizio è tratteggiato insieme
ai loro caratteri, sono felicemente aggiunti altri personaggi posti
in rapporto dialettico fra di loro non in modo patetico come avrebbe
magari potuto facilmente avvenire, ma in maniera invece intelligente
tanto da creare dei momenti di vero divertimento. Questi personaggi
sono altre tre donne anziane che Gianni si ritrova suo malgrado - ma
che accetta grazie a uno scambio allettante - a ospitare in occasione
di Ferragosto, quando due suoi amici partono per le vacanze e gli lasciano
le rispettive madri con zia al seguito.
Se
il film riesce gradevole non è però solo grazie allo stile
che si è scelto, ma anche grazie ai caratteri ben delineati di
queste quattro anziane ma vivaci signore, una delle quali è particolarmente
vispa senza che questo però arrivi a sminuire la simpatia delle
altre tre. Ed è questa la forza particolare del film: nonostante
all'apparenza non ci sia nulla di quanto potrebbe essere utile a catturare
l'attenzione dello spettatore, grazie a questo piccolo gruppo ben orchestrato
si riesce a farlo funzionare e a renderlo interessante. Così
com'è interessante notare che tutte e quattro queste signore
sono state interpretate da attrici non professioniste, scelta che rende
il tutto ancora più apprezzabile.
Si
tratta inoltre di un film che, non narrando una vicenda vera e propria,
non innesca una storia quanto piuttosto una situazione la quale, essendo
animata da questi personaggi, assume l'aspetto di una commedia di caratteri.
In questa commedia di caratteri, Gianni si districa come meglio può
fra le diverse necessità e i diversi temperamenti delle signore,
a volte con pazienza quasi serafica e a volte ricorrendo a qualche espediente
discutibile per tenerle a bada.
Nonostante
il tono leggero e le numeroso battute scherzose, il film riesce però
a mettere a fuoco quanto è sottinteso tra le righe: la solitudine
degli anziani, il loro tornare a essere in un certo senso bambini bisognosi
di protezione e assistenza e la loro unica gioia che consiste nel trovare
qualcuno che riempia i loro vuoti di solitudine creati a volte - come
nel caso di Maria - dal disinteresse dei loro stessi figli.
Titolo:
Pranzo di Ferragosto
Regia:
Gianni Di Gregorio
Sceneggiatura:
Gianni Di Gregorio, Simone Riccardini
Fotografia:
Gian Enrico Bianchi
Interpreti:
Valeria De Franciscis, Marina Cacciotti, Maria Calì, Grazia Cesarini
Sforza, Alfonso Santagata, Luigi Marchetti, Marcello Ottolenghi, Petre
Rosu, Gianni De Gregorio
Nazionalità:
Italia, 2008
Durata:
1h. 25'
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