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Tommaso
Tocci, 2 Settembre 2008: Esistenziale |
Inedito
in Italia
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Bumanyj
soldat
di Alexey German Jr
Un
uomo in bicicletta in campo lungo gira intorno ad una casupola mormorando
"tutto andrà bene". Un giro. Due giri - "se mi
metto su una ruota sola lui ce la farà". Quando inizia il
terzo giro la bicicletta ricompare senza nessuno in sella.
Ce
ne sono parecchie di biciclette, in "Paper Soldier", presentato
in concorso a Venezia65. Biciclette protagoniste di varie scene dalla
composizione suggestiva, ma anche biciclette come prodotto tecnico,
come strumento e ingranaggio della tradizione russa insieme ad altre
dimostrazioni di tekné sovietica del 1961. Presenza filmica
spuria, perché trova spazio in un'opera soprattutto umana e umanistica.
L'argomento è la corsa alla Luna, la preparazione, i dubbi e
le speranze di un gruppo di tecnici e cosmonauti educati nel dopoguerra
alla competizione assoluta con gli USA. Una Russia che allo stesso tempo
"brucia i residui del recente passato stalinista".
La
tenaglia etica che stringe i protagonisti impone loro un'ideologia e
al tempo stesso li mette di fronte a fallimenti tecnici, con manichini
e animali che continuano a morire negli esperimenti di lancio. I prescelti
del gruppo non hanno motivo di credere che per loro sarà diverso,
eppure l'unica cosa a cui possono aggrapparsi è il mito dello
spazio, di case sulla Luna in vent'anni, ed esploratori su Marte alla
fine del secolo. Tra
loro il medico Daniil è direttamente responsabile della salute
dei cosmonauti, oltre ad essere un simbolico concentrato di frustrazione
umana: non può essere un chirurgo come il famoso padre, non può
risolvere il suo dilemma mettendo se stesso a rischiare la vita nello
spazio perchè respinto ai test. Non può (sembra non potere)
avere un figlio con sua moglie. Fatica a varcare l'ultima soglia della
discussione di dottorato. La parabola di un uomo tra potere d'azione
e impossibilità di agire ha uno spessore tragico di rara potenza
e schiaccia la psiche del protagonista tra le ombre di Prometeo (citato
nel film) e Amleto.
La
desolazione del Kazakistan che fa da sfondo alla vicenda offre paesaggi
stranianti, essi stessi lunari, campi di prigionia in fase di smantellamento
e un generale senso di disperazione sospesa tra passato e futuro. Per
non tirar sempre fuori Tarkovskij, citazione che sembra d'obbligo per
ogni film russo, "Paper Soldier" ricorda talvolta Angelopoulos
per l'ispirazione iconografica. Capace di superare quasi indenne i rischi
di un film di difficile fruizione grazie a puntelli spazio-temporali
(gli incontri alla dacia, i campi, l'addestramento) e alla semplice,
folgorante bellezza della messa in scena, il regista Alexey Geman Jr
conferma con forza le buone impressioni che il suo "Garpastum"
aveva lasciato qui al Lido tre anni fa e si staglia sugli altri film
in concorso per respiro e profondità, se non per gradimento festivaliero.
Titolo:
Bumanyj soldat
Regia:
Alexey German Jr
Sceneggiatura:
Alexey German Jr, Vladimir Arkusha
Fotografia:
Alisher Khamidhodjaev, Maxim Drozdov
Interpreti:
Merab Ninidze, Chulpan Khamatova, Anastasya Sheveleva
Nazionalità:
Russia, 2008
Durata:
1h. 58'
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