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Emanuele
Rauco, 3 Settembre 2008: Attento |
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Distribution, 2 Settembre 2008
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La
terra degli uomini rossi
Birdwatchers
di Marco Bechis
Visitare
le lontane terre amazzoniche, entrarne nella giungla e riprendere gli
indigeni e i loro problemi è impresa da sognatori. E da folli.
E infatti solo gente fuori dalla normalità come John Milius o
Werner Herzog poteva arrivare a tanto. E non a caso Marco Bechis, oriundo
tra i nostri più talentosi registi, ha impiegato molti anni per
approntare il suo progetto che, in collaborazione con l'associazione
Survival (che combatte per i diritti degli indio amazzonici),
lo ha portato tra le afflitte popolazioni dei Guaranì-Kaiowà
per raccontarne l'odissea, realizzando un film di indubbio interesse.
Dopo
l'ennesimo suicidio che ha colpito la sua gente, Nadio decide di abbandonare
la riserva indio per andarsi a riprendere le proprie terre usurpate
dai fazendeiro, mentre il figlio 'studia' da sciamano. Ma i nuovi
proprietari delle terre cercano in tutti i modi di farli tornare alla
riserva.
Scritto
da Bechis con Luiz Bolognesi e la collaborazione di Lara Fremder, un
dramma sociale e civile, confinante con l'epico ma vicino al senso brechtiano
del termine, che racconta temi e spazi memori del western (e del suo
esordio "Alambrado") per cercare di scavare in una realtà
profondamente viva e attuale. Girato completamente in loco, col supporto
delle reali tribù locali che hanno fornito anche molti attori,
il film racconta la tremenda situazione degli abitanti originari delle
terre interne del Brasile, confinati nelle loro riserve, costretti loro
malgrado ad adeguarsi alla realtà coloniale che si fonda sul
mercato e sul lavoro, privandoli di fatto della loro indipendenza e
relegandoli a piccoli e mal pagati lavori di latifondisti aguzzini.
Tanto che la vera piaga delle popolazioni è il suicidio, alternativa
disperata alla mancanza di cibo e acqua, che arriva a colpire adulti
e bambini.
Aperto
da un inizio che gronda acredine e ironia (gli indio pagati per
far fessi i turisti), Bechis getta uno sguardo sulla contemporaneità
di quel popolo, sul rapporto con le tradizioni e i nuovi bisogni indotti
dal sistema sociale, raccontando una ribellione sotterranea e senza
strepiti ma che prova a intaccare i bisogni e gli interessi capitalistici,
come il lavoro e la proprietà privata, ma inquadrando la rivolta
come un'illusione disperata, frenata da una sostanziale impossibilità
di reagire. L'autore sceglie un tono e un approccio poco convenzionali,
segna il suo discorso di morte (la costante presenza dello spirito di
Anguè), e racconta gli istinti primari che emergono fuori dalle
barriere sociali (il cibo, il proprio posto, il sesso), restando lucido
e attento, ma anche freddo, distaccato, come meno coinvolto nel personale.
Ovvio
che la sceneggiatura, dovendo apparire in qualche modo esemplare, sceglie
strade già percorse e intrecci tutto sommato prevedibili, ma
gli da un tono acuto e interessante, e riempie il testo di sottotracce
e personaggi secondari che arricchiscono e ampliano la base concettuale
del film, dando modo alla regia di giocare con le ombre, con le inquadrature
rivelatrici, coi piccoli dettagli, anziché coi maestosi paesaggi
e curiosità folk fatte per ammansire l'occhio dello spettatore/turista.
Come detto, il film non avrebbe lo stesso impatto senza l'uso di vere
popolazioni indigene e di non attori come protagonisti, e se l'urlo
finale di Abìsio Da Silva Pedro resta impresso, il portamento
regale e lo sguardo fierissimo di Ambròsio Vilhalva si dimenticano
difficilmente. Speriamo sia così anche per questo film che pochissimo
concede alla ricerca di scorciatoie e facili mezzi empatici, e che crediamo
che - per questo - sarà messo da parte.
Titolo:
La terra degli uomini rossi - Birdwatchers
Regia:
Marco Bechis
Sceneggiatura:
Marco Bechis, Luiz Bolognesi, Lara Fremder
Fotografia:
Helcio Alemao Nagamine
Interpreti:
Abrisio Da Silva Pedro Alicelia Batista Cabreira, Ademilson Concianza
Verga, Claudio Santamaria, Ambrosio Vilhalva, Mateus Nachtergaele, Fabiane
Pereira Da Silva, Chiara Caselli, Leonardo Medeiros, Nelson Concianza,
Poli Fernandez Souza, Eliane Juca Da Silva, Inéia Arce Gonçalves
Nazionalità:
Italia - Brasile, 2008
Durata:
1h. 48'
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