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Marco
Catola, 25 Settembre 2008: Favolistico |
Achab
Film, 19 Settembre 2008
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Billo
Il Grand Dakhaar
di Laura Muscardin
A
distanza di qualche anno dall'esordio con il sottovalutato "Giorni",
uno dei pochi film italiani ad essersi occupato della sieropositività,
peraltro in maniera tutt'altro che consolatoria, Laura Muscardin torna
al suo grande amore, il cinema (di finzione), dopo essersi concessa
una breve parentesi nel documentario ("Figli di Roma città
aperta" e "Verdi Forever"). In realtà "Billo
- Il Grand Dakhaar", pur partendo da una sceneggiatura scritta
in collaborazione con la regista da Marco Bonini, attore di cinema e
Tv che qui si ritaglia anche un ruolo, ha molto a che spartire con il
documentario trattando la vita più o meno romanzata di Thierno
Thiam, in arte (e nel film) Billo, giovane senegalese giunto in Italia
in cerca di fortuna. Non tutti forse lo conoscono ma Billo ha un passato
televisivo come 'carramba boy' e si è via via imposto sulla scena
italiana come attore in piccoli ruoli al cinema ("La
finestra di fronte", Barzellette) e in Tv ("Capri",
"Boris"). Grande amico di Bonini, si è offerto personalmente
con la sua esperienza di vita per realizzare il film.
Ne
esce un ibrido interessante che rimanda alla tradizione della commedia
all'italiana con contaminazioni documentaristiche non indifferenti.
Una sorta di reportage favolistico che ad un realismo di base
(l'arrivo in Italia, l'arresto, la discriminazione, i flashback
che rimandano alla vita in Africa) abbina un approccio delicato e divertito
della questione razziale. Non è un film sull'integrazione ma
un film che dimostra che l'integrazione è possibile. Un film
che fa sorridere anche per certe ingenuità (Laura, la ragazza
romana che si innamora di Billo, ha uno spiccato accento lombardo) ma
che riesce comunque a far riflettere sulla tolleranza della diversità
senza necessariamente ricorrere al dramma. Una visione allargata dell'identità
individuale in virtù di una progressiva globalizzazione. Billo
è africano ma è anche italiano. Ha due famiglie, due mogli,
due figli. Due identità. Una in Africa e una in Italia. Diversissime
per usi, costumi e religione ma non per questo impossibilitate a coesistere.
Può apparire come un paradosso (davvero difficile conciliare
la visione cattolica con quella islamica) ma nella realtà dei
fatti nessuna delle due annulla l'altra. Attraverso uno scambio interculturale
l'integrazione è possibile.
L'impostazione
della Muscardin, lontana anni luce dalla oscurità quotidiana
del suo film di esordio, è molto semplice e a tratti anche semplicistica
(troppo repentini alcuni passaggi narrativi e troppo buonista la visione
d'insieme) ma si salva spesso in corner con massicce dosi di ironia
che le impediscono di deragliare nella facile demagogia. "Billo
- Il Grand Dakhaar" è il primo film in coproduzione italo-senegalese
e rientra in un progetto produttivo che fa capo all'associazione The
Coproducers, fondata nel 2005 da Marco Bonini, Eros Puglielli e Gabriella
Blasi, con lo scopo di far rinascere il cinema italiano lontano dai
circuiti ufficiali, realizzando film in co-produzione congiunta di tutto
il cast (tecnico e artistico) che, in cambio del proprio contributo,
diventa proprietario di una quota dei diritti di sfruttamento economico
della pellicola. Tra i produttori anche Youssou N'Dour, da sempre schierato
per la salvaguardia dei diritti umani, che ha curato le musiche del
film.
Titolo:
Billo - Il Grand Dakhaar
Regia:
Laura Muscardin
Sceneggiatura:
Marco Bonini, Mbacke Gadji, Laura Muscardin, Lucilla Schiaffino
Fotografia:
Maria Teresa Punzi
Interpreti:
Thierno Thiam, Marco Bonini, Susy Laude, Boubacar Ba, Lella Costa, Luisa
De Santis, Carmen Dos Santos, Paolo Gasparini, Edoardo Leo, Paul N'Dour,
Rolando Ravello, Fiorenza Tessari
Nazionalità:
Italia - Senegal, 2006
Durata:
1h. 30'
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